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L’International Energy Agency ha invitato i governi a fare di più per favorirne lo sviluppo. Servono investimenti pari a 1200 miliardi di dollari entro il 2030. Aumentano però i Paesi con una strategia nazionale per questo vettore energetico.

I governi devono intensificare i propri sforzi per favorire l’utilizzo dell’idrogeno se vogliono centrare l’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050. È una vera e propria chiamata alla armi quella contenuta nel report Global Hydrogen Review 2021, pubblicato di recente dall’International Energy Agency (Iea).

Secondo l’organizzazione intergovernativa con sede a Parigi l’idrogeno rappresenta il terzo pilastro nella strategia per abbattere le emissioni di CO2, a fianco dell’eolico e del fotovoltaico. Nel 2050 deve arrivare a soddisfare il 10% del fabbisogno globale di energia e per tagliare questo traguardo sono necessari 1200 miliardi di dollari di investimenti entro la fine di questo decennio, mentre ad oggi è stato messo in campo solo un quarto di queste risorse: 37 miliardi sono infatti arrivati dal pubblico e altri 300 miliardi dai privati. Capitali che non serviranno solo a far crescere l’offerta ma anche la domanda. Esattamente come avviene con le auto elettriche, l’Iea è convinta che debbano essere varati piani ad hoc per stimolare la richiesta da parte degli acquirenti.

Nel documento dell’organizzazione guidata da Fatih Birol non mancano però le buone notizie: oggi i governi che si sono dotati di una strategia nazionale per lo sviluppo dell’idrogeno sono 17 e altri 20 hanno annunciato di volerlo fare; nel 2019 erano solo tre, Francia, Giappone e Corea del Sud.

Secondo i dati contenuti nel report, nel 2020 la domanda di idrogeno a livello globale si è attestata a 90 milioni di tonnellate ed è stato utilizzato quasi esclusivamente nell’industria e nel settore della raffinazione. È stato inoltre prodotto quasi esclusivamente da combustibili fossili con emissioni di CO2 pari a 900 milioni di tonnellate.

Anche su questo fronte ci sono però incoraggianti segnali di progresso. La capacità globale degli elettrolizzatori, necessari per produrre idrogeno dall’acqua, è raddoppiata negli ultimi cinque anni per raggiungere poco più di 300 MW a metà del 2021. Circa 350 progetti, che sarebbero in grado di portare la capacità globale fino a 54 GW entro il 2030, sono attualmente in fase di sviluppo. Altri 40 progetti per oltre 35 GW di capacità sono nelle prime fasi di sviluppo. Se tutti questi impianti verranno realizzati, la produzione globale di idrogeno da elettrolizzatori potrebbe raggiungere 8 milioni di tonnellate entro il 2030. Un valore pari circa a un decimo di quello che consentirebbe di azzerare le emissioni nette entro il 2050.

L’Europa è il leader mondiale per capacità degli elettrolizzatori con una quota del 40% ed è destinata a rimanerlo nel breve termine grazie agli ambiziosi piani dell’Unione Europea e della Gran Bretagna. Piani che potrebbero però ricevere un’ulteriore spinta dall’introduzione di garanzie di origine, esattamente come avviene per l’energia ricavata da fonti rinnovabili. Oggi infatti il mercato è dominato dall’idrogeno grigio, che in termini di tutela dell’ambiente e di costi di produzione non ha niente a che vedere con l’idrogeno verde.

L’Europa deve accelerare anche per evitare di essere superata dall’Australia che ha messo in campo una strategia molto aggressiva. E anche America Latina e Medio Oriente potrebbero presto veder crescere la loro capacità installata. La Cina ha avuto un avvio lento, ma il numero di progetti sta crescendo rapidamente, mentre il Department of Energy degli Stati Uniti ha di recente annunciato il piano Hydrogen Earthshot per accelerare lo sviluppo di questo vettore energetico.

“L’idrogeno è un pilastro fondamentale per la decarbonizzazione dell’industria, sebbene la maggior parte delle tecnologie che possono contribuire in modo significativo siano ancora in fase di sviluppo – concludono gli esperti dell’International Energy Agency – Si stanno compiendo passi importanti: sono in fase di sviluppo progetti dimostrativi per l’utilizzo dell’idrogeno in applicazioni industriali come la produzione di cemento, ceramica o vetro”.

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